Avellino, 18 giugno 2010 

 

Campania, da domenica e fino al 27 giugno in treno all’evento “Cairano 7x”

 

 

La ferrovia come occasione di viaggio per partecipare alla kermesse che annovera tra i promotori il direttore artistico del famoso “Cirque du Soleil”

Gli “Amici della ferrovia Avellino Rocchetta – Sant’Antonio”, gruppo nato su Facebook con l’intento di valorizzare storia, cultura e tradizioni dell’Irpinia attraverso escursioni in territori da raggiungere in treno, non hanno perso l’occasione per organizzare i loro viaggi in concomitanza delle performance in programma durante la manifestazione “Cairano 7x”. L’evento, unico nel suo genere, prevede dal 20 al 27 giugno una serie di attività che spaziano tra i più svariati campi dell’arte e della cultura, coinvolgendo luoghi, oggetti e persone per vivere e trasmettere sensazioni, emozioni ed esperienze attraverso la partecipazione globale di protagonisti e visitatori. 

Tra i promotori, il direttore artistico del Cirque du SoleilFranco Dragone, cairanese trapiantato in Belgio, che non ha dimenticato le sue origini e che contribuisce all’organizzazione della grande kermesse in terra d’Irpinia. In occasione della manifestazione sarà possibile raggiungere i luoghi dell’evento in treno, lungo un itinerario che con il suo suggestivo panorama si inserisce armoniosamente nello spirito dell’iniziativa Cairano 7x

La partenza è prevista tutti i giorni, dal 20 al 27 giugno, dalla stazione di Avellino, alle 9 e alle 15. 35 con il Treno Irpino del paesaggio

http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=ac94d2c1e9b49210VgnVCM1000004016f90aRCRD

 

metto qui un articolo di aldo spiniello dopo il passaggio al film festival di napoli


del lavoro di andrea d’ambrosio DI MESTERIE FACCIO IL PAESOLOGO.


IL PROSSIMO PASSAGGIO SARà AL FESTIVAL DI RUDGER HAUER A MILANO.


il film aprirà cairano 7x domenica 20 giugno alle 16.00 nella chiesa di san leone.


armin


L’inizio è folgorante. Musica. Binari deserti di una piccola stazione nel nulla. Teli dipinti. Paesaggi magnifici, spettrali e vuoti. E figure di passaggio. Comunque il quadro, innanzitutto. L’ambiente prima e più degli uomini. Segno manifesto del fatto che qui, prima ancor che di un personaggio, si parla di luoghi. Del resto il mestiere di paesologo, seppure esiste, non ha alcun valore se non in riferimento al suo oggetto. Presuppone che i paesi esistano e che siano in grado di raccontare la propria identità, la loro e la nostra anima. Il protagonista del nuovo documentario di Andrea D’Ambrosio, coautore dello splendido Biùtiful Cauntri (insieme a Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero) è Franco Arminio, irpino, maestro e figura eccentrica di intellettuale e scrittore. “Sono Arminio, sono d’alluminio, dell’amore sono il franco tiratore…”, si presenta così, recitando versi dal megafono di una lambretta qualsiasi. Poi, subito dopo, spiega alla gente di passaggio qual è il suo mestiere, cosa vuol dire essere paesologo. E così mette in campo la sua sfida. Riportare a galla i fantasmi che abitano i luoghi, tenerli ancora in vita, nonostante il tempo che ferisce e omologa, privando le cose, gli spazi e gli uomini di cuore e sostanza. Arminio si aggira tra i paesi dell’alta Irpinia, quelli che nascono ai confini con la Puglia, tra paesaggi mozzafiato, perennemente battuti dal vento. Prova a coglierne la bellezza e la corruzione, entrambi nascoste ed evidenti al tempo stesso. Incontra i paesani, cerca un dialogo, fa domande e improvvisa lezioni. E’ incalzante, spesso ironico, a volte illuminante, altre volte irritante. Eppure dai suoi incontri emerge nitida l’immagine di un mondo sempre in bilico, sull’orlo di un’irreversibile dissoluzione. La civiltà contadina è soppiantata dal progresso. E la lentezza è cancellata. Come se nel mondo non esistesse più una forza d’attrito capace di porre un freno alla velocità. I paesi scompaiono, perché costruiti su ritmi non più sostenibili. Arminio è una sorta di partigiano impegnato in una disperata resistenza. Elogia la lentezza contro la velocità, quasi fosse l’Alvin Straight di Lynch (che però parlava poco). L’agricoltura contro l’industria. Sei operaio? Allora sei schiavo. Sei contadino? Allora sei un re. La periferia contro il centro. Contrapposizioni ed equazioni che nascono da un immaginario antico, senza più presa nella realtà.

Il metodo di D’Ambrosio sembra l’esatto opposto di quello di Arminio. Osserva senza far domande. In religioso silenzio. Eppure, ‘limitandosi’ a mostrare, il suo sguardo non è mai imparziale. Come potrebbe? Le immagini raccontano storie e i segni costruiscono mondi. Disegnano da sé l’arco di trasformazione del personaggio. D’Ambrosio è affascinato da Arminio, ma progressivamente ne mette in luce le piccole manie, i tic. Racconta l’uomo, prima ancora che le sue parole e idee falsifichino la purezza del visibile. E, incrociando gli sguardi, i dettagli, incontra l’emozione delle cose e la verità di tante altre piccole storie, in fondo dissimili. Il dylanologo, il poveraccio un po’ tocco, l’emigrante, il vecchio, a cui è riservato la battuta più bella del film: “A volte parlo solo, per sapere se ho ancora voce”… Piccole storie che ne raccontano una più grande, di un tempo andato, scomparso con le rotaie del treno. Come diceva Peckinpah.

L’unico problema di cairano 7x è che si fa in irpinia, cioè in una terra che non sa apprezzare le cose belle le poche volte che accadono.

oggi alla conferenza stampa molti dei relatori che mi hanno preceduto parlavano di irpinia e di irpini, ma il nostro è uno sforzo che  va ben oltre. abbiamo costruito qualcosa che sta all’avanguardia in europa, non in irpinia. non dobbiamo convincere gli astiosi delle nostre contrade ma i pochi spiriti eletti che ancora vagano per il mondo.

armin

 

IRPINIA D’ORIENTE

IL TERRITORIO DEL PARCO RURALE

_ di Angelo Verderosa

 

FOTO sull'area del parco

http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/show/

 

 

Inquadramento generale, sintesi

L’area del PARCO dell’IRPINIA d’ORIENTE coincide in gran parte con il territorio della Comunità Montana Alta Irpinia, estremo lembo EST della Campania a contatto con il complesso del Vulture (Lucania) e con le propaggini della capitanata (Puglia). 

Si tratta di un territorio di 752 kmq., prettamente montano in quanto ben 722 kmq. sono classificati come superfici di montagna, e che costituisce il 27% del territorio della Provincia di Avellino.

 

La popolazione insediata è di soli 44.000 abitanti, pari al 10% di quella della Provincia di Avellino, costituendo una delle densità abitative più basse d’Europa, 68 ab./kmq.

 

Il territorio del Parco è costituito dalle superfici comunali di :  Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza della Campania, Guardia Lombardi, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra de Sanctis, Rocca San Felice, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi, Villamaina oltre che da parte dei territori comunali di Vallata e Carife ricadenti sul lato sinistro dell’Ufita e confinanti col Formicoso.

 

Nel territorio del Parco ricadono importanti elementi di caratterizzazione ambientale e turistica; elementi già strutturati e funzionanti, veri punti di forza del Parco :  

-ben 6 aree S.I.C. (siti di  interesse comunitario) sulle 20 individuate da Bioitaly nell’intera provincia;

-l’Oasi WWF sul lago di Conza;

-l’area turistico-termale delle Mefite di Rocca e Villamaina;

-il Parco Letterario dedicato a Francesco De Sanctis (nato a Morra);

-ben 2 città morte, testimoni di antiche tragedie: Conza (terremoto 1980) e Carbonara-Aquilonia (terremoto 1930), sede dell’importante museo della civiltà contadina, tra i più documentati e attrezzati d’Italia;

-il Distretto culturale (Comunità Montana e Por Campania, avente l’Abbazia del Goleto progetto portante);

-il Distretto delle energie alternative (Ass. Att. Produttive e comuni del Parco, aventi Bisaccia capofila);

-la Ferrovia storica Avellino-Rocchetta S.Antonio, con ben 8 stazioni, iniziando da quella di S.Angelo-Goleto a quella di Monteverde;

-rete dei 100 agriturismi (strutture provate di ricettività turistica e di promozione dei prodotti tipici).

 

Nel Parco si produce grano duro, olio, vino e ortaggi; la bioagricoltura qui è un fatto certo poiché diserbanti e concimi non sono stati mai utilizzati; i terreni agricoli sono sani e non avvelenati.

A Calitri si producono rinomate ceramiche in vari laboratori, a S.Andrea il ferro artisticamente battuto da Marena.

Il Parco è raggiungibile in un'ora e mezza sia da Pompei che dal Gargano.

 

Le peculiarità del Parco sono di tipo ambientale, paesaggistico, storico, agrituristico, energetico.

Obiettivo primario del Parco è  “conservare” e “recuperare” il paesaggio rurale dell’Iprinia d’Oriente quale bene collettivo capace di esprimere ancora l’essenza della appartenenza al luogo e al creato.

 

Con il Parco non sono compatibili discariche di rifiuti esterni a quelli prodotti dagli stessi abitanti.

Le misure di salvaguardia vanno in vigore dalla data di approvazione della legge e non intervengono sui progetti definitivi di opere pubbliche approvate a quella data.

Il Parco si raccorda con l’idea del Parco Fluviale dell’alta valle dell’Ofanto e con l’idea del recupero della Ferrovia storica Avellino – Rocchetta S.Antonio

Tra gli obiettivi del Parco, il principio dell’ autosostenibilità : energetica (eolico, fotovoltaico e biomasse), ciclo dei rifiuti (raccolta differenziata spinta, produzione del compost, discarica rapportata al numero di abitanti del parco), amministrativa (la comunità montana alta irpinia potrebbe supportare, coincidere o sostituire, amministrativamente,  lo stesso parco).

 

 

Inquadramento geografico

L’area del Parco coincide con la propaggine geografica orientale della Campania, una mammella che si insinua tra Lucania e Puglia; un altopiano a 900 m. slm che dal Formicoso scende ad abbeverarsi all’Ofanto, all’Osento, all’Ufita e al Fredane.

 

L’area del Parco è delimitata naturalmente dal Parco Regionale dei Monti Picentini a sud e dal complesso del Vulture a est; a nord abbiamo la pianura della capitanata, a ovest il promontorio della Baronia. 

I confini del Parco sono segnati  dalla statale 7 a sud ; dall’arcata dell’Ofanto, a sud sud-est ; dal confine provinciale e regionale verso la Puglia, a nord-est ; dalle sorgenti dell’Ufita a nord ; dalla direttrice Ufita – Mefite – Fredane -  Goleto a ovest.  

Area baricentrica del Parco è il vasto altopiano del Formicoso con il Monte Toppo a 988 m.

 

 

 

L’altimetria varia dai 550 m. slm. di Lioni ai 1000 m. slm. di Guardia Lombardi.

Due laghi artificiali all’interno dell’area,  a Conza, sull’ Ofanto  e sull’Osento il lago di S.Pietro tra Aquilonia e Monteverde. 

La distanza sulla direttrice Goleto-Monteverde è 40 km.; sulla ortogonale Calitri-La Toppa è 25 km.  50.000 abitanti ca..

Strade interne al Parco: la statale 7 (appia), la 91, la 303 e la 399; ai margini, l’Ofantina, la Contursi-Lioni-Grottaminarda e l’Autostrada Napoli-Bari.

E’ l’area del viaggio elettorale di De Sanctis.

Il territorio del Parco coincide in gran parte con l’antica ed estesa Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi, Conza, Nusco, Bisaccia.

 

 

Peculiarità ambientali

Già con un primo studio denominato  Parco rurale del’Alta Irpinia  la Comunità Montana ha avviato da tempo il discorso della tutela e della valorizzazione dei siti di interesse comunitario.

Si tratta di siti ambientali riconosciuti come aspetti singolari del territorio, vere e proprie “emergenze” significative sotto il profilo naturalistico-ambientale quali l’alta valle dell’Ofanto, il lago di Conza della Campania, il lago di S. Pietro a Monteverde, il bosco di Castiglione a Calitri e Aquilonia, la querceta dell’Incoronata di S. Angelo dei Lombardi, i boschi di Guardia dei Lombardi e di Andretta.

 

Nel merito dell’assetto morfologico, naturalistico-ambientale e vegetazionale del terrtorio del Parco è presente  un insieme di boschi per una estensione di 8.000 (ottomila) ettari ! tutti di estremo interesse e varietà : boschi di faggio, boschi cedui caratterizzati da lecci, roverelle e castagni, la singolare Macchia Mefite che presenta una rara varietà di ginestra.

Il sistema orografico e vegetazionale è strettamente integrato a quello dei corsi d’acqua, che connotano situazioni di grande interesse ambientale: i fiumi Ofanto, Osento, Fredane, Orata, Ufita, con i laghi ad essi collegati.

 

Il sistema orografico del Parco si articola su complessi sistemi morfologici e idrografici, con elementi dominanti

- la valle dell’Ofanto, con andamento est-ovest;

- la cresta appenninica, con andamento simile e con la funzione di grande spartiacque attestato sui 700 metri, con tre grandi gobbe a circa 1000 metri (Monte Cerreto, Monte Mattina e Monte Toppo).

Con il progetto Bioitaly sono stati individuati in Campania 132 Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.), di cui 20 in provincia di Avellino. Tra questi 6 S.I.C. si collocano nel territorio del Parco dell’Irpinia d’Oriente e possono essere letti e interpretati come grandi elementi di riferimento rispetto ai quali aggregare gli altri elementi che compongono il sistema naturalistico e morfologico dell’ Irpinia d’Oriente.

1- L’Alta Valle dell’Ofanto è un’ampia vallata appenninica, caratterizzata da estesi depositi Flyschoidi interessata da un’intensa attività tettonica, sita nei comuni di Lioni e S. Angelo dei Lombardi, oltre che di Nusco.

2- Il lago di Conza della Campania, in parte ricadente anche nel comune di Cairano, è sito in un ampio pianoro alluvionale nel quale insiste il bacino artificiale ottenuto dallo sbarramento del fiume Ofanto. La vegetazione è prevalentemente idrofila. Tra le specie prevalgono leccio, salicornia europea, cannucci, sparto.

3- La Querceta dell’Incoronata, nei comuni di S. Angelo dei Lombardi, Torella dei Lombardi, oltre che di Nusco, si colloca su un modesto rilievo appenninico costituito da depositi di flysch rosso, posti in prossimità delle sorgenti del fiume Ofanto. La vegetazione prevalente è costituita da foresta mista.

4- I Boschi di Guardia dei Lombardi e di Andretta, ricadenti anche nei territori comunali di S. Angelo dei Lombardi e di Morra de Sanctis, si collocano in aree caratterizzate da modesti rilievi di origine Flyschoide dell’Appennino, con versanti poco acclivi. Il popolamento vegetale è costituito da foresta mista, nella quale prevalgono le seguenti specie: cerro, leccio, castagno, agrifoglio, roverella.

5- Il Bosco di Castiglione a Calitri ed Aquilonia si colloca su un ampio versante settentrionale di natura argillosa di un piccolo affluente del fiume Ofanto ed è caratterizzato da una vegetazione formata in prevalenza da foresta mista.

6- Il Lago di S. Pietro è un bacino artificiale, ottenuto dallo sbarramento del torrente Osento, affluente di sinistra dell’Ofanto, con vegetazione prevalentemente idrofila, sito nei comuni di Monteverde, Aquilonia e Lacedonia.

 

Ognuna di queste realtà è precisamente individuabile rispetto ad un complesso di aspetti orografici, idrografici, vegetazionali, paesaggistici, configurandosi come unità intermedia significativa.

In questo quadro, il tema dei corsi d’acqua acquista un valore specifico: piccoli fiumi, torrenti e laghi punteggiano l’intero territorio, costituendo punti di attrazione di livello locale che possono assumere un ruolo molto significativo.

E’ possibile costruire una sequenza di elementi che in qualche modo rappresentano anche un itinerario:

- l’Ofanto, l’invaso di Conza della Campania, il lago di Cairano con i boschi demaniali, il lago delle Canne a Calitri, il torrente Pesco di Rago a Lioni con i suoi agglomerati, il torrente Arso a S. Andrea di Conza, il torrente Fiumicello con le cascate e i laghetti di Teora;

- i torrenti Isca e Sarda a Morra de Sanctis, con i piccoli laghetti collinari, i torrenti Orata, Sarda e Mulino ad Andretta, gli altri corsi d’acqua affluenti dell’Orata a Bisaccia, quali il vallone Pastina, il torrente Luzzano, il Calaggio con i suoi affluenti ancora a Bisaccia ( vallone Isca, vallone del Tuoro, vallone Ischitella ), con il piccolo laghetto collinare di Piano dei Monaci, il laghetto della Sarda a Conza della Campania, i bacini idrici dell’Ofanto e del Carapelle a Lacedonia,  il fiume Osento a Lioni, Aquilonia, Monteverde e Lacedonia, il lago artificiale di S. Pietro a Monteverde;

- il fiume Fredane, con i rimboschimenti di aceri a Tonsone e il fiume Ufita che lambisce la zona nord del territorio di Guardia dei Lombardi, il Fredane con i torrenti vallone della Mefite, vallone del Cerzo, vallone del Cupo, vallone Carmasciano, vallone Macchia di Panno e il lago d’Ansanto a Rocca s. Felice, i torrenti Fredane, Fontaniello e Boccanova, con il laghetto Porrara a S. Angelo dei Lombardi.

 

la terra agricola di montagna, immagine emblematica del Parco

Scenari paesaggistici

Nell’ambito degli “scenari paesaggistici” del Parco è possibile individuare, tra tanti altri, quattro set che definiscono un quadro di grande interesse sotto il profilo ambientale e turistico :

- la valle dell’Ofanto, dalle sorgenti al lago di Conza, con la riva sinistra erbosa e con le mucche al pascolo, oasi attrezzata del WWF connessa al Parco Storico e Archeologico dell’antica Compsa (aperto e funzionante);

-la valle del Fredane (o d’Ansanto), di origine vulcanica, di antico e misterioso fascino, luogo in cui i gas fuoriscono dalla terra e dove l’acqua ribolle e stordisce, connessa al Bosco della Dea Mephite e al Borgo Medioevale di Rocca San Felice, paese albergo e museo (aperto e funzionante)

-la valle dell’Osento, tra i colli di Monteverde e di Aquilonia, tra boschi centenari, in una natura intatta e disabitata che lambisce il lago di S.Pietro, atrea attrezzata per pic-nic e spettacoli teatrali sull’acqua (funzionante nel periodo estivo)

-il vasto pianoro del Formicoso, importante granaio della Campania, suggestiva fabbrica del vento, tra Bisaccia, Andretta, Guardia e Vallata. 

 

 

Peculiarità storiche, architettoniche e archeologiche

I ruderi dell’antica Carbonara, abbandonata dopo il terremoto del 1930 e il parco archeologico di Conza della Campania, parzialmente abbandonata dopo il terremoto del 1980, rappresentano gli elementi più significativi e le tracce più chiare dei processi di urbanizzazione che hanno contrassegnato il territorio dell’Irpinia d’Oriente in epoca antica. Altri luoghi di più antico insediamento, di origine sannitica e romana, si individuano ancora ad Aquilonia, in contrada Casalvetere, Tratturo Largo e Pozzo Monticchio e in contrada Mattina.

A Conza della Campania si sono rinvenute le tracce di un sistema insediativo molto articolato: la città romana, al di sotto del centro medievale, di cui sono stati messi in luce il foro, una domus e i resti della cinta muraria; la necropoli del VII secolo in località San Cataldo; la necropoli e la villa romana in località Macello, il porto romano in località Sanzano.

In realtà, il tema dell’archeologia è diffuso in tutta la Comunità Montana. A Bisaccia è stata rinvenuta una necropoli dell’età del ferro (in località Cimitero Vecchio), oltre all’abitato sannitico di Romulea, localizzato nell’area del castello ducale.  Necropoli dell’età del ferro sono state ritrovate anche a Cairano (località Calvario) e a Calitri (località S. Sofia Serroni).

A Lioni (località Oppido Vetere), sono state rinvenute mura ciclopiche pertinenti ad un abitato; a Monteverde (località Serro dell’Incoronata) sono state rinvenute mura peslagiche.

Un discorso particolare riguarda il Santuario della Dea Mefite, in località Valle d’Ansanto (in Rocca S. Felice, Villamaina e Torella dei Lombardi), in cui sono stati rintracciati numerosi reperti databili tra il VII e III seolo a.C., legati ad antichi e misteriosi culti. Tra le altre presenze archeologiche dell’area si segnalano i ruderi di una villa romana in località Cisterna a Villamaina.

Ruderi e reperti del periodo romano sono stati individuati ad Andretta (località Cerrino, Bosco S. Giovanni, Airola, Pero Spaccone, Piani della Giuva), a Monteverde (necropoli in località Isca-Bosco Sirricciardi), a Morra De Sanctis (reperti del VII-Vi sec. a. C. in località Selvapiana e Piano Cerasulo, Piano Tivoli  e Fontanelle S. Antuono), a S. Angelo dei Lombardi (area dell’Abbazia di S. Guglielmo al Goleto), a Torella dei Lombardi ( area del bosco Girifalco), a Teora (nella zone del castello).

 

Tra le finalità del Parco vi è la conoscenza e la promozione dei beni architettonici, storico-archeologici e  demoetnoantropologici e, come dal Testo Unico sui Beni Culturali, di tutti quei beni "aventi valore e testimonianza di civiltà".

 

Terremoti, paesaggio e architettura

L’ Irpinia d’Oriente, come molte aree interne dell’Italia appenninica, conserva un paesaggio singolare che pur non avendo eccezionali  caratteristiche dal punto di vista botanico o orografico o geologico, rispetto agli altri paesaggi simili nell’entroterra appennico meridionale, è fortemente segnato dalla presenza di rovine e resti di fabbriche antiche, spesso semplicemente cumuli di pietre, pienamente integrati ai marcati profili collinari e quasi fusi con la vegetazione naturale.

 

Dopo il rovinoso terremoto del 1980 e dopo la ricostruzione, l’Irpinia d’Oriente oggi è una regione fatta di luoghi diversissimi, paesi ricchi di fascino con pietre che ne raccontano la storia.

La storia, di questi piccoli centri dell’Irpinia, è la tipica storia della provincia interna: una storia di borghi, castelli, che puntellano le alture, proteggendo gli abitati abbarbicati sui crinali e dominando strategicamente tutte le vallate circostanti, lungo gli antichi ed a volte incerti tracciati delle grandi strade consolari romane.

La storia millenaria di questi luoghi è ancora, in alcuni casi, quanto mai presente e viva, pesa e si esprime ancora nella calda atmosfera dei suoi nuclei abitati più antichi, nel respiro calmo e talora solenne di certi suoi spazi collettivi, contenuti e a misura d’uomo, si avverte nel tono a volte ruvido ma sempre misurato e decoroso dei portali e delle cornici in pietra delle finestre, nella solida impostazione dei muri, dei basamenti e delle cordonate.

Logge in pietra, balconi in ferro battuto, pavimentazioni esterne e stradali, realizzate in forme geometriche con blocchetti di breccia Irpina, con filari intercalati di mattoni, conservano un loro forte carattere di autenticità e attribuiscono al paesaggio e all’ambiente un notevole valore espressivo.

Un lunghissimo minuto, la sera del 23 novembre 1980, ha tentato di offuscare tutte queste verità.

Non si sono persi capolavori in quella sera e nelle giornate a seguire gli scavi, ma sicuramente sono andati perduti innumerevoli testimonianze urbane e architettoniche di tono minore, la cui presenza era però essenziale per definire il carattere storico e culturale del territorio.

Come il carattere di un centro storico irpino, tra le rughe di una secolare stratificazione, ogni elemento ha una sua precisa ragion d’essere, è fatto per durare, e conservare insieme, nel tempo, funzionalità e memoria storica; non vi sono elementi superflui, tutto è ben dosato ed elaborato con sacrificio. Questi posti, poco conosciuti, inseriti all’interno di un contesto naturale aspro e selvaggio con una morfologia assai varia caratterizzata da rilievi collinari ricoperti da boschi, macchie spontanee, ginestreti, spineti, pascoli, coltivazioni, formano quel nascosto tessuto connettivo che costituisce, in quest’area, l’indissolubile legame tra ambiente e storia e tra paesaggio e architettura.

 

La conoscenza del territorio e delle sue sedimentazioni storiche è  una condizione essenziale per proporne, attraverso il Parco, una corretta valorizzazione che indirizzi lo sviluppo e garantisca la qualità delle modifiche in continuità con il passato, in una sorta di simbiosi tra conservazione e innovazione.

 

Serve un “codice” per intervenire correttamente e coerentemente sul territorio.

Nell’ambito rurale non deve usato l’asfalto sulle stradine ma il pietrischetto per drenarne le acque piovane.

Non serve più il cemento armato, ma una buona muratura fatta di pietra e mattoni.

E le recinzioni in campagna non vanno più fatte col cemento e col ferro ma bisogna riprenderle a farle con i paletti di castagno e le siepi. E così bisogna adeguare e invogliare a sostituire e a migliorare infissi, intonaci, colori e a introdurre i pannelli fotovoltaici e quelli solari… e soprattutto le concimaie domestiche per riprendere a smaltire in proprio i rifiuti organici facendone compost per fertilizzare le piante.

E bisogna riprendere a piantare alberi e siepi e di specie autoctone…

Serve nell’immediato un “disciplinare d’uso” del territorio avente carattere sovra-comunale, un codice per regolare gli interventi edilizi e manutentivi all’interno del territorio del Parco.

 

Ognuno deve fare la sua parte; il Parco serve anche a portare l’attenzione, sia di quanti amministrano sia dei cittadini e degli operatori del quotidiano, sulla ricchezza di testimonianze architettoniche e paesaggistiche che il nostro territorio ancora possiede; ricchezze non solo monumentali, legate cioè alla “facciata”, ma insite nelle tecniche di costruzione, nei processi di conservazione e nei sacrifici di manutenzione tramandati attraverso il costruito architettonico e la manutenzione dei suoli agricoli, e quindi del paesaggio. Non serve, però, solo la comunicazione della conoscenza; non bisogna rinunciare a fornire un nostro contributo specifico, generazionale, anche in termini di “contaminazioni” tecnologiche e formali del patrimonio storico, purché in forma, speriamo, comprensibile e condivisa;  dopo il sisma, quanto scampato alle demolizioni, costituisce oramai un patrimonio ridotto, prezioso quanto fragile, accessibile a molti, purtroppo, che ancora non possiedono una cultura specifica del recupero; cultura intesa anche come codice di un saper fare; occorre quindi imparare a conoscere questo patrimonio anche negli aspetti “minori”, forse più tecnologici ed in genere meno immediati, frutto di una paziente e intelligente applicazione remota e umana, oggi per noi non un peso, ma una felice opportunità ed una utilissima lezione da estendere anche alla nostra vita futura.

 

 

 

 

Turismo, le porte del Parco

Oltre la potenzialità turistica connessa agli scenari paesaggistici e alle peculiarità ambientali, ogni centro abitato del Parco ha luoghi di interesse storico, architettonico e archeologico; questi luoghi devono essere messi in rete e promossi attraverso un intelligente, semplice ed economico sistema di  promozione turistica. Sono le comunità abitative e i privati interessati al settore economico turistico che devono attivarsi mediante i canali satellitari e internet.

 

Il settore del turismo può essere analizzato da diversi punti di vista, a seconda dei diversi segmenti di domanda  a cui si rivolge l’offerta delle imprese operanti nella zona. Il Parco  offre interessanti itinerari sia di carattere artistico che di carattere ambientale. Non mancano le presenze archeologiche, basti pensare ai luoghi mitici della Mefite nella valle d’Ansanto o ai parchi archeologici di Conza della Campania e di Carbonara ad Aquilonia, che si presentano come spaccati significativi della vicenda storica dei luoghi.

Emblematica, per la stratificazione millenaria e per la ricchezza storico-artistica-archeologica-religiosa, l’Abbazia del Goleto, tra S.Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella e Nusco; grazie ai recenti interventi POR, oggi è doatata anche di spazi per alloggiare, biblioteca, sale convegni nonchè ampi spazi da attrezzare a Museo.

Quest'area geografica offre panorami e scorci naturali di incomparabile bellezza e non è un caso, che nell’area siano stati perimetrati ben 6 siti di interesse comunitario.

Un forte elemento di attrazione sono poi i prodotti genuini dell’agricoltura, grano duro e quindi pane, olio, vino, ortaggi. Buon cibo e generosa ospitalità sono diffusi in tutto il territorio del Parco.

 

Opportune comunque alcune porte di ingresso, info-point, sistemate in siti noti, importanti e, soprattutto, già funzionati; si prevedono nei 4 punti di accesso geografico.

 

Ad OVEST, con accesso dall’Ofantina-bis (Montella, Avellino, Napoli),  l’Abbazia del Goleto, luogo di architettura e di arte, di stratificazione millenaria, attrezzata di recente con risorse del Por Campania con sale museo, sale conferenze, biblioteca, alloggi, area archeologica, area storica, area liturgica; disponibile area info-point sul Parco;

A SUD, con accesso dalla statale 7 lucana (Pescopagano, Bella, Muro Lucano, Potenza), Sant’Andrea di Conza, centro storico ben recuperato e non scempiato dalla ricostruzione post terremoto; disponibile area info-point sul parco all’interno della ex-Fornace di Laterizi, centro espositivo, unica testimonianza di archeologia industriale, recuperata, in Irpinia;

A EST, con accesso dall’Ofantina pugliese (Rionero, Melfi, Foggia), Monteverde, centro storico in parte disabitato, decoroso e intatto;    disponibile area info-point all’interno del recuperando Castello medioevale

A NORD, con accesso dall’Autostada Napoli-Bari, Bisaccia, con interessante dualità tra nuovo centro post-sisma e centro storico paese albergo; disponibile area info-point all’interno del Castello, anche sede del Museo Archeologico.

 

il programma di GIOVEDI’ 24 giugno, il giorno del parco

http://www.cairano7x.it/2010/programma/giovedi-24-giugno/

 

 

il territorio del parco, inquadramento

http://www.cairano7x.it/2010/2010/06/16/irpinia-doriente-il-territorio-del-parco-rurale/

 

 

immagini

http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/show/

 

il giorno del parco, sintesi + testo franco arminio

http://www.cairano7x.it/2010/2010/05/25/irpinia-d%e2%80%99oriente-_-un-parco-contro-l%e2%80%99idea-dello-sviluppo-obbligatorio/

 

 

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http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/04/28/alpuiarra-est-%e2%80%93-alta-irpinia/

 

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/03/19/museo-del-territorio/

 

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/05/25/michele-di-martino-e-lolio-di-aquilonia-al-giorno-del-parco-_-giovedi-24-giugno-2010-a-cairano-7x/

 

 

alcuni ‘post’ sul Parco

21 aprile 2008, si lancia l’idea :

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/21/non-vogliamo-una-discarica-vogliamo-il-parco-regionale-dellirpinia-doriente/

 

23 aprile 2008, la prima proposta per il PARCO e le prime adesioni sul Blog:

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/23/parco-regionale-dellirpinia-doriente-prima-uscita-domenica-4-maggio-a-sandrea/

 

11 maggio 2008, definite le linee principali in una relazione tecnica consegnata in regione; puoi scaricare il documento (testi e foto) :

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/11/parco-dellirpinia-doriente-relazione-illustrativa/

 

i VIDEO girati nella prima escursione con i ragazzi dell’università di napoli , 24 maggio 2008

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/27/cp-escursione-del-24-maggio-2008/

 

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siamo a cairano, vento da sud, il cielo sparso per terra, il silenzio dell'inverno passato pronto a riempiersi delle nostre preghiera. cairano è un luogo per cerimonie, una cattedrale senza navate. aspettiamo i pellegrini di una nuova fede, l'umanesimo delle montagne. per chi vuole prenotarsi c'è ancora qualche posto.

vai sul link prenotazioni in  questo sitoe sarà facile dare il proprio contributo.

oppure telefonare a

Giusy Di Mattia / Pro Loco / reception 345/2166541

arcobalenoL’avventura del nuovo Cairano 7x prende forma. Mercoledì 16 giugno ad Avellino, alle ore 11,oo nella sede dell’Amministrazione Provinciale in pIazza Libertà, conferenza stampa di presentazione e di avvio.

cairano è solo alla seconda edizione ed già un avvenimento enorme, nessuno riuscirà a sminuirne la portata, la stiamo facendo veramente grossa e il merito è di tutti, il merito è di questa armata brancaleone che si chiama comunità provvisoria. è il momento che l’armata si palesi in tutto il suo splendore di ebbrezza e spirito di gruppo…

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L' UMANESIMO SUL METEORITE

di Franco Arminio

Perché facciamo Cairano7x? Per procurare e procurarci qualche attimo di bene. Prima ancora che un modo per illustrare concretamente come si può portare gente in un piccolo paese attraverso un’offerta culturale di qualità, a noi interessa costruire una macchina per la lietezza. Quando dico noi mi riferisco agli amici della Comunità Provvisoria, il gruppo che cura tutta la manifestazione. Un gruppo che unisce diverse irpinie, sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista culturale. Tutti insieme da mesi a organizzare un avvenimento che è anche un grande esercizio di democrazia. Io sono il direttore artistico, ma in realtà ogni scelta è stata discussa in tante affollate assemblee. Cairano7x comincia molto prima e finisce molto dopo della settimana in programma. E mai come in questo caso si può dire che il tutto è superiore alla somma delle parti.

L’occidente è dominato da passioni fredde e l’Irpinia da questo punto di vista è un luogo d’avanguardia. Non stiamo peggio che altrove, semplicemente siamo meticolosi e assidui nel racconto dei nostri mali al punto che tutta la vita delle comunità è percepita come una sorta di calvario diluito.

Cairano 7x è un’idea semplice, ma molto ambiziosa: pensiamo che da qualche parte si deve far strada un nuovo umanesimo e pensiamo che le montagne siano il posto giusto. Chiamiamo questo umanesimo paesologia, una disciplina che guarda ai paesi come sono e come possono diventare piuttosto che pensare a come erano, attività tipica dei paesanologi.

Viviamo in un momento di passaggio senza la percezione che questo passaggio possa portarci in un tempo migliore. Il nostro è un tempo autistico e senza speranza, in cui la giostra del consumare e produrre lascia pochi margini alla cura dello spirito. Ma non bisogna mai fare l’errore di portare il broncio al proprio tempo. Il dolore, se proprio è inevitabile, deve essere un dolore che obietta, che combatte. E la nostra è proprio una serena obiezione all’esistente. Vogliamo prenderci cura di noi stessi, leggere, parlare, ascoltare, passeggiare, sentire buona musica, scolpire, fotografare, scrivere. Vogliamo prenderci cura dei nostri luoghi, guardarli con attenzione e portare altre persone a guardarli con attenzione.

I nostri paesi sono amministrati dalla rassegnazione e si continuano ad attendere da fuori cose che forse in essi già ci sono. Abbiamo la grande cornice del silenzio, abbiamo l’aria buona dell’altura. Sono necessarie premesse per una buona vita dello spirito. Poi magari verrà anche quello che si chiama sviluppo.

A noi per adesso basta raccogliere chi si muove su una linea di fervore, chi crede all’ebbrezza più che al denaro. Tutti gli ospiti verranno a titolo gratuito. Cairano7x è molto più che un festival, è la vita che prende un’altra forma, è la giornata che fila lontana dai soliti impicci, in un clima di cordialità e di generosità (anche il cibo sarà un dono preparato con cura dai migliori cuochi irpini).

Avremo gente da ogni dove, ma non consumeremo spettacoli che vengono da fuori, non saremo quelli che allestiscono i palchi per gli altri. L’Irpinia e le sue energie più vive saranno sempre al centro della scena. Non spetta a me citare i tanti ospiti presenti e il loro valore. Non abbiamo invitato le persone seguendo il criterio della fama, ma quello della stima e dell’affetto. Una settimana per ammirare chi è rimasto qui e chi viene da lontano. In questo caso non saranno persone che vengono per il matrimonio di un cugino o per far prendere aria alla casa. Sono persone che credono a noi e al nostro lavoro.

In altri posti ci sarebbe già una grande fierezza per tutto questo, avremmo ricevuto tanti incoraggiamenti. Qui il vento rimane leggermente contrario ed è il vento che nel giavellotto consente all’attrezzo di andare più lontano. L’importante è che sia poderosa la spallata.

In Irpinia e nel sud in genere viviamo un momento dal punto di vista culturale che è assai interessante. Il nord è fermo, dalle grandi capitali europee non spira alcun vento. E allora ogni luogo può essere centro. E allora un piccolo paese può farsi luogo in cui si producono idee e visioni del mondo. Questo è lo spirito di Cairano 7x. Non siamo accaniti al contingente ma è chiaro che il nostro lavoro è anche un modo per sollecitare politiche per le zone interne e montuose. Oggi la politica è tutta costruita come se il mondo fosse fatto solo di città e pianure. Chiaramente il fulcro di queste politiche non può che essere di tipo ambientalista. Oggi le zone di montagna sono zone tristi, sono luoghi concepiti per passarci una giornata, tipo pasquetta o ferragosto, e non per costruire una società fondata su nuove visioni. Il legame degli uomini col mondo si è rotto. Se c’è un luogo dove si può provare a ricostruirlo è proprio nella montagna. Cairano7x da questo punto di vista è una prova di fiducia. Siamo convinti che in pochi anni quello che adesso sembra utopia diventerà senso comune. I posti del mondo più avanzati saranno quelli dove le persone stanno distribuite in piccoli aggregati. L’importante è che non siamo amministrati con una logica vecchia: chiedere briciole e aspettare che arrivino senza credere alle proprie possibilità. Questo schema non funziona più. Oggi quello che conta è immaginare nuove comunità, che vadano oltre il profilo dei singoli campanili e dei singoli comuni che andrebbero brutalmente aboliti. In provincia di Avellino non hanno senso centoventi municipi, ne basterebbero venti. Venti comuni in cui l’attività agricola e quella culturale siano intimamente congiunte. Il computer e del pero selvatico, da qui bisogna ripartire. Leggere un libro e potare un albero, questi sono gesti importanti, gesti che vanno congiunti in un’alleanza che non c’è mai stata, un’alleanza che nascerà a Cairano.

aspettavo una sorpresa finale e la sorpresa è arrivata:

domenica ventisette a chiusura del programma avremo un concertone di un gruppo squisitamente paesologico: il parto delle nuvole pesanti.

verranno a trovarci sposando in pieno lo spirito di cairano 7x

e sentiremo canzoni di viaggi e rovine dall’album magna grecia

precedute dalle immagini di paolo taddei su i colori dell’abbandono.

il film sulla paesologia passa in apertura, domenica 20 alle 16.

adesso veramente si dia corso alle stampe.

F. Arminio

obsil“L'integrazione più interessante tra il livello del suono e quello dell'immagine avviene quando sia l'elemento musicale che quello visuale diventano complanari al punto che, per esempio, uno può vedere un display visuale come uno strumento unico nel quale altri strumenti, per esempio dei violini, si trovano a produrre dei suoni. La composizione in un lavoro del genere può cominciare con la musica, con i visuals o con uno scambio tra di essi. In alternativa, può cominciare da una descrizione o una notazione astratta che può essere mappata sia in suono che in immagine…" (E.Edmonds-M.Fell)
Il workshop Workshop_sentieri_barocchi approfondisce tematiche e metodologie relative alle pratiche di integrazione audiovisuale nell'ambito dei nuovi media, con specifico riferimento alle tecniche di sincronizzazione e di mapping.

LANDOGRAPHY, – the land written by images -
16 – 23 giugno – docente: Carlo Preziosi

Il workshop è finalizzato all’esplorazione filmica dell’Irpinia con particolare riferimento alla produzione di immagini sul “paesaggio”. Il percorso si articola attraverso una serie di viaggi esplorativi ed intende sviluppare una sensibilità tra cinema e paesaggio, in cui i luoghi, geostoricamente intesi, diventino i protagonisti, gli attori di un dramma cinematografico, dedicando al paesaggio una particolare funzione espressiva che individui nei luoghi, nei panorami e nei dettagli la possibilità di considerare l’habitus come un meta-personaggio, dotato di una propria presenza fisica e soprattutto di una presenza narrativa.
L’obiettivo del workshop è quello di superare la concezione del paesaggio come quinta o come coro e di intendere, invece, il paesaggio come un panorama denso di segni, popolato da trame e da fitte articolazioni. La scommessa è quella di superare i loci retorici, in cui si consuma la produzione dell’immagine sul paesaggio Irpino, e lavorare invece ad una percezione dello spazio, ed in particolare dello spazio paesistico, come chiave di accesso all’immaginario ed alla definizione dei significati di una identità collettiva che è allo stesso tempo lo spazio delle tante individualità. L’ambiente e le forme da esso incorporate assumono dimensioni estetiche e narrative, fanno del paesaggio un protagonista, una metafora indispensabile sul piano della riflessione simbolica.
Durante il corso verranno approfondite le modalità della grammatica filmica (scena, sequenza, composizione dell’inquadratura) per consentire ai partecipanti di produrre una quantità di riprese articolate e direttamente correlate alla evocazione del paesaggio.

NATURALIS PATTERN
 17, 18 giugno – docenti: Pasquale Napolitano Stefano Perna Giuseppe Mariconda
 

Scopo del workshop è quello di articolare il tema del rapporto tra natura, tecnologie digitali e forme espressive barocche attraverso il ricorso ad un concetto poco esplorato nell'ambito della teoria dei nuovi media ma ben noto ai filosofi e agli storici dell'arte, e cioè quello di "ornamento".
E’ possibile ipotizzare un percorso di ricerca e di lavoro che intrecci il digitale, l'ornamentale e il naturale. Si tratta di quattro step (sviluppabili in due giornate); i primi due teorici e gli ultimi due pratici. In una prima fase si affronteranno gli aspetti storici e teorici che spingono ad accostare le arti elettroniche (visuali e sonore) a quelle ornamentali. In una seconda fase si affronteranno gli aspetti formali delle composizioni ornamentali, con specifica attenzione a quelle di matrice biologica. In una terza fase si inviteranno i partecipanti al workshop a cercare e a raccogliere nei boschi circostanti (luoghi dove si svolge Interferenze) elementi naturali (foglie, cortecce, pietre, ecc..) da poter utilizzare, armati di forbici e colla, per la composizione di alcune strisce ornamentali (bande rettangolari strette e lunghe in carta trasparente o cartoncino bianco). In una quarta fase, attraverso l'utilizzo della piattaforma software open-source EyesWeb e una patch appositamente sviluppata, si sottoporranno le composizioni così ottenute ad un processo di transcodifica digitale. Facendo leggere sequenzialmente al software, attraverso l'ausilio di piccole telecamere, le strisce ornamentali si potranno ricavare in real-time delle matrici visuali per la generazione di suoni di sintesi. Le piante (o le rocce, ecc.) divengono una sorta di spartito che il computer legge e trasforma in suoni. Più complessa e articolata è la striscia, più la risultante sonora sarà intricata ed evoluta. Data la caratteristica live del processo di transcodifica è ipotizzabile anche una situazione finale di tipo performativo, e/o la produzione di materiale audiovisivo di documentazione del workshop.

STRATEGIE CONTRO L’INANIMICITÀ DELL’ENTROPIA
 17, 18, 19 giugno – docente: Emanuele Russo 

l dubbio di un esistenza senza la magia di un Uomo simile alla bestia mi viene quando
penso allʼentropia delle particelle. Senza numero tutto tende al caos, alla polvere sempre
più fine, allʼomogeneo.
Ma le cose (quelle apparentemente inANIMAte e quelle che un ANIMA cʼè lʼhanno)
tendono invece ad una forma, ad unʼessenza ad un autodeterminazione.
Questo dipende dai rapporti che ci sono tra il macro e il micro; dipende dalle scale
universali; dipende dalle ottave, dalle note, dai Numeri.
Il mio lavoro è una sorta di strategia contro lʼinanimicità dellʼentropia, è il mestiere primo di
quellʼenzima mnemonico che è lʼessere umano che per essere memoria del suo sistema
decontestualizza è cataloga (il legno non è legno se non taglio un albero e ci faccio un
tavolo). E lo faccio attraverso le matematiche spirituali, la kabala, la sequenza di
Fibonacci, il triangolo di tartaglia, le equazioni pitagoriane, lʼenneagramma Gurdjeffiano, gli
shok addizzionali, i numeri che sono quello che lʼuomo è e che è sempre stato. Le mie
forme in movimento sono strutture arboree che seguono equazioni dove quesate
matematiche sono presenti è attive; Texturizzate dal macro di un micro rappresentano in
micro il macro. Lo faccio attraverso la protesi mnemonica dellʼuomo che è protesi
mnemonica della terra, attraverso il software dentro lʼhardware e lʼhardware che emana
software, piegando i pixel e le stringhe di codice mi sento padrone di forme che nessuno
ha mai visto ma che tutti se si fermano potrebbero immaginare.
Programma
1. Il visuale come dono (la responsabilità del creativo);
2. Presento i miei strumenti di piacere e di tortura (il mac, i software, il controller);
3. Approccio numericologico ai software e allʼinterazioni tra essi: da photoshop a
cinema4d a quartz composer a vdmx;
4. Gli iteratori di cinema 4d;
5. I materiali in cinema 4d;
6. I rendering e le impostazioni di essi;
7. Le iterazioni in quartz composer;
8. La parametrizzazione della macchina (software) per lʼinterazione live di un evento
visivo;
9. La mappatura della macchina (hardware) per il controllo dello stesso evento attraverso
la tastiera e il controller midi.

Nnimmo Bassey

”Coltivare un giardino oggi, anche se in scatole! Può salvare tutti , riducendo l'energia utilizzata per il trasporto degli alimenti a migliaia di chilometri di distanza “ – Nnimmo Bassey

Nymmo Bassey  che sarà ospite  Irpinia, in occasione di Cairano 7x, è l’attuale presidente di Friends of the Earth International, ha organizzato e si è fatto promotore della campagna Justice for the Clima, che in occasione del vertice di Copenaghen sui cambiamenti climatici ha visto l’adesione di innumerevoli, scienziati, e gruppo ambientalisti, di difesa dei diritti civili.

Nel 2009 è stato nominato dal Time come “Eroe per l’Ambiente”. Significativa  la storia personale  e politica del rappresentante internazionaledi Amici della Terra. Nnimmo Bassey, racconta il Time, non è diventato un ambientalista perché ha denunciato la fuoriuscita di petrolio,ma è diventato un attivista dopo l’assalto della forze armate nigeriane , nel 1990, al villaggio di Umuechem, dove i residenti di un territorio ricco di petrolio come quello del Delta del Niger, avevano accusato la Shell Petroleum Development Company del degrado ambientale e soprattutto di una poltica imprenditoriale di mero sfruttamento con il conseguente abbandono economico delle popolazioni indigene. In due giorni di violenze, 80 persone sono morte e quasi 500 case sono state distrutte. "Ci siamo svegliati da un sonno … rendendoci conto che tutto crollava intorno a noi", dice Bassey,oggi 51 anni. Il massacro convinse Bassey e gli altri attivisti, riuniti sotto il simbolo di FOEI, ad ampliare gli sforzi: "Ci siamo resi conto che se la gente non dispone di un ambiente sicuro in cui vivere, non dispone letteralmente di tutti gli altri diritti”. La ricchezza prodotta dal petrolio del Delta del Niger si trasferisce direttamente dal sottosuolo nelle casse del governo ed in quelle delle major petrolifere straniere, facendo si che la regione sia una delle più povere del mondo. Le scuole si stanno sgretolando. Gli ospedali spesso non hanno le porte e non sono dotati minimamente di moderne attrezzature. Elettricità, acqua potabile sono scarsamente approvvigionate. La disoccupazione raggiunge indici impensabili.

Per non parlare dell’inquinamento ambientale vero e proprio. Gli sversamenti di olio grezzo, al suolo sono frequenti, sia per l’attività dei ladri degli oleodotti sia perché gli abitanti dei villaggi in lotta per i loro diritti non effettuano più la manutenzione delle infrastrutture. In questo stato di cose se l'olio prende fuoco, può bruciare per giorni e giorni. Bassey ha prodotto migliaia di documenti dove raggruppa e spiega tutte queste conseguenze ed educa i cittadini sui loro diritti. "Il petrolio è stato la distruzione dell'economia nigeriana", dice Bassey. "Perché Si distrugge il rapporto tra il popolo e lo Stato". In un paese dove l'85% delle entrate governative si affidano al prezzo del petrolio, le posizioni di Bassey spesso lo hanno portato a schierarsi contro le autorità. Sotto la dittatura degli anni 1990, fu privato del suo passaporto e detenuto senza processo più volte. Bassey è stato spesso accusato di trovarsi dalla stessa parte dei ribelli armati, che hanno usato le armi per riaffermare i diritti del popolo nigeriano a godere delle giuste ricadute economiche dai proventi della estrazione del petrolio. Ribelli armati che oggi, hanno preso il governo democratico ad Abuja. Bassey, non è d'accordo, condannandole fermamente, con le azioni dei ribelli come ' il rapimento dei lavoratori del petrolio, gli attacchi contro le infrastrutture, gli scontri con i militari“.

clown

La nostra associazione Comunità RNCD quest’anno articola la sua presenza nell’evento …………… Cairano7x – 2010 in due momenti differenziati nel tempo ma unitari nello spirito del tema del laboratorio “SOTTOSOPRA”.

“Per sovvertire (con una sana follia); per capovolgersi (saper cadere e rialzarsi); per mettersi in discussione (nel mettersi in gioco); per lasciare un segno (un naso rosso); una traccia (un sorriso); una storia (che si prenda cura di noi stessi e degli altri)”.

In particolare qui annunciamo il primo momento che sarà svolto dal 12 al 15 giugno 2010 dalle ore 9,00 alle 18,00 (nei due giorni) con il laboratorio “ALLA RICERCA DEL TUO CLOWN …MA SE TROVI QUALCOS’ALTRO VA BENE LO STESSO!” per un totale di 36 ore (sarà rilasciato attestato di frequenza) in locali che saranno messi a disposizione della Pro-Loco di Cairano. http://www.cairanoproloco.it/italiano.htm

 Il laboratorio è aperto in primis ai ragazzi ed alle ragazze residenti a Cairano e nei Paesi vicinori, Comunitari Provvisori e non.

Considerato che il numero è chiuso a MAX 14 partecipanti con età compresa tra i 18 ed i 115 anni (chiaramente quest’ultimi sono ammessi se accompagnati dai genitori) INVITIAMO tutti coloro che intendono partecipare di prenotarsi in tempo utile.

Il laboratorio è AGGRATIS! E’ pevisto solo un contributo spesa per il soggiorno per chi viene da fuori, da corrispondere alla Pro Loco di Cairano (AV) che cura direttamente l’accoglienza e le relative prenotazioni.

QUINDI PER PRENOTARSI AL LABORATORIO INVIATE UN EMAIL A: info@radunonazionaleclowndottori.org

ENTRO E NON OLTRE IL 10 GIUGNO 2010 indicando: NOME, COGNOME, ETA’, DOMICILIO/RESIDENZA, EMAIL E NUMERO DI TELEFONO PER ESSERE INFORMATI SU COSA PORTARE PER LA PARTECIPAZIONE AL LABORATORIO ED OGNI ALTRA COSA UTILI PER L’ORGANIZZAZIONE DEL LABORATORIO.

Nanosecondo Presidente Associazione Comunità RNCD +39 338 4122630

 INVECE PER PRENOTARSI UN ALLOGGIO A CAIRANO (AV) CONTATTARE DIRETTAMENTE: La Pro-Loco di Cairano (AV) http://www.cairanoproloco.it/italiano.htm

Presidente Antonio Di Biasi 3385970273

prolococairano@libero.it

oppure Paola Di Mattia

dimattiapaola@libero.it

CHE CURA DIRETTAMENTE L’ACCOGLIENZA.

il secondo momento è chiaramente all’interno dell’evento CAIRANO7X 2010 dal 21 al 27 giugno 2010 e prevede un interazione clownesca giocosa con i cittadini di Cairano e con le altre esperienze e storie. Protagonisti dell’attività (speriamo) possano essere anche i partecipanti al laboratorio del 12 al 15 giugno che così potranno mettere in “gioco” il proprio clown….se l’hanno trovato!

Gli stessi “allievi” saranno chiaramente affiancati da altri clown più esperti della Comunità RNCD. Il clown è poesia fatta persona, il clown è il contadino, lo zotico l’inurbano che guarda però ancora il mondo con gli occhi di un bambino …il terzo occhio naso rosso del cuore, al di la di tutte le siepi per affacciarsi nell’infinito……

NANOS

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