il giorno del 'libero' parco rurale dell'irpinia d'oriente

a cura di angelo verderosa

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irpinia d'oriente 12.05il sindaco di cairano ci ha gentilmente chiesto di creare uno spazio nella giornata di GIOVEDI' 24 per poter parlare di borghi rurali. per creare questo spazio abbiamo modificato il programma del GIORNO del PARCO.

non siamo noi a decidere la politica del sindaco e neppure la sua politica culturale: nessuno di noi è suo assessore. è chiaro che il convegno in questione non porta l’etichetta 'cairano 7x' ma è un momento autonomo gestito dal sindaco.

il PROGRAMMA AGGIORNATO prevede, dopo l'escursione paesaggistica nel parco, una colazione al sacco e un parlamento comunitario sotto la quercia di san vito ad Aquilonia.

qui il programma : http://www.cairano7x.it/2010/programma/giovedi-24-giugno/

CAIRANO 7x

 

Il Giorno del Parco

Idee per far nascere un parco dal basso

Il Parco Rurale dell’Irpinia d’Oriente

_di angelo verderosa

        

 

Dopo due anni dalle prime idee lanciate sul Blog della Comunità Provvisoria –erano i giorni del tentativo di portare una megadiscarica sul monte Formicoso, in alta irpinia, a 900 metri di altitudine-

si riprende a parlare della ‘necessità di far nascere un parco dal basso’.

Senza aspettarne l’istituzione. Se il ‘parco’ c’è deve venire fuori da solo.

Deve essere un’esigenza sentita dagli abitanti, dai contadini, dai produttori, dagli intellettuali; poi dagli amministratori.

Il  ‘parco’ deve essere innanzitutto un ‘parco rurale’, legato cioè alla promozione della principale risorsa del territorio dell’Irpinia d’Oriente : l’ambiente agricolo, rurale; la terra !

Bisogna riprendere da qui, dalla ragione storica, economica, sociale per cui questi nostri paesi –e noi stessi- siamo qui.

Basta con la falsa industrializzazione. Basta con i centri commerciali. Basta con l’emigrazione.

Identificarsi in questo paesaggio è l’unica via d’uscita per questo territorio e per questi paesi.

Ritrovare una nostra identità e rafforzarla in nome della terra e del paesaggio : mettersi insieme per fare un progetto comune.

Abbandonare l’idea malsana di accumulare risorse nel proprio campanile a discapito di quello vicino.

Il ‘parco’ sarà un esperimento di sostenibilità ambientale, un territorio dove produrre energia pulita unitamente ai prodotti di qualità. Un territorio che deve darsi l’obiettivo di invertire il trend dello spopolamento in atto. Vogliamo portare qui nuovi abitanti più che turisti.

Per fare questo bisogna iniziare a costruire un’idea di unitarietà,  darsi un’immagine coerente, istituire collegamenti efficienti tra i paesi, recuperare la linea ferroviaria, recuperare gli immobili per farli arrivare anche su un mercato internazionale.

L’esperienza di Calitri (con gli inglesi) va ripresa e rilanciata sull’intero territorio. 

Necessita individuare con chiarezza un’unità paesistica e paesaggistica.

     

 Preceduta da un laboratorio di formazione con studenti universitari provenienti da varie regione italiane, giovedì 24 giugno 2010, ci sarà un’escursione nel ‘parco’: da Cairano ad Andretta – Bisaccia – Aquilonia – Calitri; faremo una colazione all’aperto –preparata da ‘I Mesali’-  sotto la centenaria quercia dell’Immacolata, nella campagna di Aquilonia.

L’invito è aperto a tutti; non necessita prenotazione.

Nel pomeriggio, a Cairano, a partire dalle 16,  ci sarà un incontro a più voci; l’elenco degli interventi finora prenotati (circa 30)  è sul sito di Cairano 7x.

Ci saranno i Sindaci (confidiamo nella loro sensibilità); lanceremo il concorso per il logo del Parco dedicato ai ragazzi delle scuole superiori; cercheremo di pervenire ad un primo protocollo d’intesa; già in questo primo appuntamento conferiremo l’utilizzo del Logo del Parco ad una serie di eccellenze ‘resistenti’  nei nostri paesi : produttori agricoli di qualità – artigiani – artisti – aziende agrituristiche.

 

L’organizzazione è a cura della COMUNITA’ PROVVISORIA,

il coordinamento per la giornata del Parco è di Angelo Verderosa

( contatti studio@verderosa.it    348.6063901 )  

 

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GUARDA il PROGRAMMA

http://www.cairano7x.it/2010/programma/giovedi-24-giugno/

iscriviti a parlare per il convegno di GIOVEDI 24 giugno ‘il giorno del parco’

 

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IRPINIA D’ORIENTE _ UN PARCO CONTRO L’IDEA DELLO SVILUPPO OBBLIGATORIO _ di Franco Arminio

Il parco dell’Irpinia d’Oriente si costruisce con progetti che usano la gomma più che la matita; dobbiamo togliere e non mettere. Dobbiamo cucire in una nuova alleanza il vuoto e il silenzio e la luce e il cibo e il pensiero e l’arte di trascorrere il tempo, dobbiamo cucire fabbriche nuove come quella del vento a fabbriche antiche come quella del pane.

Il parco già c’è, bisogna solo usarlo. È un piccolo angolo di quel grande parco che dovrebbe chiamarsi “parco mondiale della terra tonda”.  Alla luce dei pericoli che corre il nostro pianeta, che esiste da quattro miliardi di anni, è chiaro che bisognerebbe dichiararlo per intero “area protetta”. Gli uomini stanno in giro da tre milioni di anni.  Tempo infimo, ma buono per sterminare i nostri compagni di avventura. Del miliardo di specie vegetali e animali che la terra tonda ha partorito, ne è rimasto solo l’uno per cento. Siamo troppi: tre nuovi nati ogni secondo, 26.000 al giorno, 95 milioni all’anno. Nel 1800 eravamo un miliardo, nel 1910 quattro miliardi, nel 2000 sei miliardi.

Continuando di questo passo nel giro di un secolo non ci sarebbe spazio neppure per muovere un passo.

C’è un modo di usare il mondo, che sinteticamente potremmo definire “capitalistico” a cui noi ci opponiamo radicalmente. Ci sono le persone che ammazzano i loro simili con un pistola e giustamente li mettiamo in galera. Ci sono i criminali di specie: sono tutti quelli che inneggiano alla crescita. Il corpo sociale è come il corpo di un individuo: non può vivere sempre mangiando, senza mai fermarsi, senza mai dormire.

Nel nostro parco non c’è spazio per il mito dello sviluppo. Noi non diremo mai che il nostro parco è un’occasione per lo sviluppo.

Abbiamo avuto l’ardire di usare questa parola perfino dopo il terremoto. Abbiamo concepito la ricostruzione come occasione di sviluppo e abbiamo visto com’è andata.

*

Noi siamo ambiziosi: chiediamo all’umanità di correggere la propria traiettoria. E cominciamo da qui, cominciamo dai nostri luoghi, dai nostri incontri.

A nessuno venga in mente di venire ai nostro incontri comunitari per il parco da solo in macchina. Bisogna venire in compagnia, altrimenti non ha senso.

*

Lo spazio è limitato e una crescita continua può solo lacerare il delicato involucro che ci contiene.

Il nostro è il parco della decrescita.

Il nostro è un granello per inceppare il meccanismo infernale a cui ogni giorno lavorano le oligarchie politiche ed economiche.

*

Non c’è tempo per tutto, ma in questi giorni sul nostro blog della montagna,http://comunitaprovvisoria.wordpress.com  il parco già vive. Parlare di un libro come quello di Livio, scrivere una poesia, battersi contro un criminale del territorio, tutto questo deve stare insieme, tutto questo è già una nuova politica e una nuova società. Dobbiamo incoraggiarci e incoraggiare. Siamo sulla buona strada.

*

Il parco è già nato e non abbiamo bisogno di inchinarci davanti a nessuno per farci battezzare. Non staremo a imbrattare cartoffie, a istituire consigli di amministrazione. Non vogliamo fare una cosa che diventa un problema di cui occuparsi, ma vogliamo occuparci di quello che facciamo, dei liberi vincoli, della comune passione che ci lega a questo territorio.

Abbiamo capito che abitare un territorio sano è la condizione per poter abitare in maniera sana anche le parti malate, anche gli altri luoghi in cui scegliamo o siamo costretti ad andare.

Il nostro non è un recinto. Alla provincia come prigione psicologica non vogliamo aggiungere la prigione del paesaggio. Siamo per l’andare e il venire. E la nostra è una frontiera fra il basso occidente e l’alto oriente.

*

Il nostro non è un parco contemplativo, ma insurrezionale. Qui se si fanno passeggiate sono passeggiate rivoluzionarie. Non camminiamo nel giorno di festa per riposarci dagli imbrogli dei giorni feriali. Camminiamo come forma d’amore urgente. Non vogliamo svagarci, vogliamo rigenerare, rigenerarci.

*

Ci opponiamo al progetto di De Gennaro per una mega discarica in Irpinia non perché non vogliamo fare la nostra parte nella gestione del problema dei rifiuti, ma perché rifiutiamo questa esportazione della cancrena a cui ormai tutti si stanno assuefacendo. Come se ormai il mondo non consistesse nel portare la bellezza da un posto all’altro, ma nel far viaggiare la merda, come se ognuno di noi dovesse essere impegnato nella catena di montaggio del peggio.

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giovedì 24 giugno 2010 a CAIRANO 7x ‘il GIORNO del PARCO’

FOTO

http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/show/

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