obsil“L'integrazione più interessante tra il livello del suono e quello dell'immagine avviene quando sia l'elemento musicale che quello visuale diventano complanari al punto che, per esempio, uno può vedere un display visuale come uno strumento unico nel quale altri strumenti, per esempio dei violini, si trovano a produrre dei suoni. La composizione in un lavoro del genere può cominciare con la musica, con i visuals o con uno scambio tra di essi. In alternativa, può cominciare da una descrizione o una notazione astratta che può essere mappata sia in suono che in immagine…" (E.Edmonds-M.Fell)
Il workshop Workshop_sentieri_barocchi approfondisce tematiche e metodologie relative alle pratiche di integrazione audiovisuale nell'ambito dei nuovi media, con specifico riferimento alle tecniche di sincronizzazione e di mapping.

LANDOGRAPHY, – the land written by images -
16 – 23 giugno – docente: Carlo Preziosi

Il workshop è finalizzato all’esplorazione filmica dell’Irpinia con particolare riferimento alla produzione di immagini sul “paesaggio”. Il percorso si articola attraverso una serie di viaggi esplorativi ed intende sviluppare una sensibilità tra cinema e paesaggio, in cui i luoghi, geostoricamente intesi, diventino i protagonisti, gli attori di un dramma cinematografico, dedicando al paesaggio una particolare funzione espressiva che individui nei luoghi, nei panorami e nei dettagli la possibilità di considerare l’habitus come un meta-personaggio, dotato di una propria presenza fisica e soprattutto di una presenza narrativa.
L’obiettivo del workshop è quello di superare la concezione del paesaggio come quinta o come coro e di intendere, invece, il paesaggio come un panorama denso di segni, popolato da trame e da fitte articolazioni. La scommessa è quella di superare i loci retorici, in cui si consuma la produzione dell’immagine sul paesaggio Irpino, e lavorare invece ad una percezione dello spazio, ed in particolare dello spazio paesistico, come chiave di accesso all’immaginario ed alla definizione dei significati di una identità collettiva che è allo stesso tempo lo spazio delle tante individualità. L’ambiente e le forme da esso incorporate assumono dimensioni estetiche e narrative, fanno del paesaggio un protagonista, una metafora indispensabile sul piano della riflessione simbolica.
Durante il corso verranno approfondite le modalità della grammatica filmica (scena, sequenza, composizione dell’inquadratura) per consentire ai partecipanti di produrre una quantità di riprese articolate e direttamente correlate alla evocazione del paesaggio.

NATURALIS PATTERN
 17, 18 giugno – docenti: Pasquale Napolitano Stefano Perna Giuseppe Mariconda
 

Scopo del workshop è quello di articolare il tema del rapporto tra natura, tecnologie digitali e forme espressive barocche attraverso il ricorso ad un concetto poco esplorato nell'ambito della teoria dei nuovi media ma ben noto ai filosofi e agli storici dell'arte, e cioè quello di "ornamento".
E’ possibile ipotizzare un percorso di ricerca e di lavoro che intrecci il digitale, l'ornamentale e il naturale. Si tratta di quattro step (sviluppabili in due giornate); i primi due teorici e gli ultimi due pratici. In una prima fase si affronteranno gli aspetti storici e teorici che spingono ad accostare le arti elettroniche (visuali e sonore) a quelle ornamentali. In una seconda fase si affronteranno gli aspetti formali delle composizioni ornamentali, con specifica attenzione a quelle di matrice biologica. In una terza fase si inviteranno i partecipanti al workshop a cercare e a raccogliere nei boschi circostanti (luoghi dove si svolge Interferenze) elementi naturali (foglie, cortecce, pietre, ecc..) da poter utilizzare, armati di forbici e colla, per la composizione di alcune strisce ornamentali (bande rettangolari strette e lunghe in carta trasparente o cartoncino bianco). In una quarta fase, attraverso l'utilizzo della piattaforma software open-source EyesWeb e una patch appositamente sviluppata, si sottoporranno le composizioni così ottenute ad un processo di transcodifica digitale. Facendo leggere sequenzialmente al software, attraverso l'ausilio di piccole telecamere, le strisce ornamentali si potranno ricavare in real-time delle matrici visuali per la generazione di suoni di sintesi. Le piante (o le rocce, ecc.) divengono una sorta di spartito che il computer legge e trasforma in suoni. Più complessa e articolata è la striscia, più la risultante sonora sarà intricata ed evoluta. Data la caratteristica live del processo di transcodifica è ipotizzabile anche una situazione finale di tipo performativo, e/o la produzione di materiale audiovisivo di documentazione del workshop.

STRATEGIE CONTRO L’INANIMICITÀ DELL’ENTROPIA
 17, 18, 19 giugno – docente: Emanuele Russo 

l dubbio di un esistenza senza la magia di un Uomo simile alla bestia mi viene quando
penso allʼentropia delle particelle. Senza numero tutto tende al caos, alla polvere sempre
più fine, allʼomogeneo.
Ma le cose (quelle apparentemente inANIMAte e quelle che un ANIMA cʼè lʼhanno)
tendono invece ad una forma, ad unʼessenza ad un autodeterminazione.
Questo dipende dai rapporti che ci sono tra il macro e il micro; dipende dalle scale
universali; dipende dalle ottave, dalle note, dai Numeri.
Il mio lavoro è una sorta di strategia contro lʼinanimicità dellʼentropia, è il mestiere primo di
quellʼenzima mnemonico che è lʼessere umano che per essere memoria del suo sistema
decontestualizza è cataloga (il legno non è legno se non taglio un albero e ci faccio un
tavolo). E lo faccio attraverso le matematiche spirituali, la kabala, la sequenza di
Fibonacci, il triangolo di tartaglia, le equazioni pitagoriane, lʼenneagramma Gurdjeffiano, gli
shok addizzionali, i numeri che sono quello che lʼuomo è e che è sempre stato. Le mie
forme in movimento sono strutture arboree che seguono equazioni dove quesate
matematiche sono presenti è attive; Texturizzate dal macro di un micro rappresentano in
micro il macro. Lo faccio attraverso la protesi mnemonica dellʼuomo che è protesi
mnemonica della terra, attraverso il software dentro lʼhardware e lʼhardware che emana
software, piegando i pixel e le stringhe di codice mi sento padrone di forme che nessuno
ha mai visto ma che tutti se si fermano potrebbero immaginare.
Programma
1. Il visuale come dono (la responsabilità del creativo);
2. Presento i miei strumenti di piacere e di tortura (il mac, i software, il controller);
3. Approccio numericologico ai software e allʼinterazioni tra essi: da photoshop a
cinema4d a quartz composer a vdmx;
4. Gli iteratori di cinema 4d;
5. I materiali in cinema 4d;
6. I rendering e le impostazioni di essi;
7. Le iterazioni in quartz composer;
8. La parametrizzazione della macchina (software) per lʼinterazione live di un evento
visivo;
9. La mappatura della macchina (hardware) per il controllo dello stesso evento attraverso
la tastiera e il controller midi.

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